Le storie di Habile: Enrico, la pizza e la capacità di stare al mondo

Enrico Ortile ha 27 anni, è un giovane curioso, dalla scrittura facile e velocissimo nel data entry. Da un anno e mezzo fa parte del laboratorio dei “Talents”, un quintetto di giovani che seguono la comunicazione delle cooperative del consorzio CCS. Il suo è un percorso di inserimento nel mondo del lavoro: affiancati dal suo tutor, sta esplorando talenti, possibilità, potenzialità soprattutto nella dimensione digitale seguita dalla cooperativa Provate.

Enrico partecipa alle iniziative che vengono proposto dalla nostra rete, compreso il progetto “OPEN! Disabilità e comunità, insieme” promosso dall’organizzazione di volontariato A.GE.I. in partnership con L’Iride, Sobon e Riesco. E così Enrico ha avuto la possibilità di creare una pizza con le sue mani. Un gesto semplice, per alcuni. Per Enrico è stata un’esplosione dei sensi e di senso. Che ha raccontato così. Buona lettura, ne vale la pena.

“Giovedì 27 Gennaio 2022 è successo qualcosa di meraviglioso, ho fatto la pizza con le mie mani partendo da zero un’emozione immensa. Sono arrivato alle 13.30 come sempre ero tremendamente ansioso di cominciare abbiamo diviso i 3 tavoli della sala grande Valerio Marcante si è messo la sua divisa da chef sono arrivati gli altri Giordano, Nicola e una delle case dell’iride si sono collegati su zoom è finalmente questa meravigliosa esperienza è partita. La prima operazione era mettere 640 grammi di farina, seconda operazione 10 grammi di lievito, la più delicata di tutte 15 grammi di sale perché troppo sale rende la pizza immangiabile poi si comincia ad impastare all’inizio era una massa liquida e collosa che si attaccava tantissimo alle mani poi l’impasto ha iniziato ad indurirsi cominciava a essere pronto, finalmente si è indurito l’impasto è pronto e quindi lo abbiamo lasciato da parte a riposare e abbiamo iniziato a tagliare le cose da metterci sopra wurstel, mozzarella, peperoni, salamino, prosciutto cotto e le olive io non volevo mettere le olive sulla mia pizza e quindi non le ho prese, ammetto qualche pezzetto di mozzarella l’ho beccolato ma non i wurstel i wurstel non li ho toccati nemmeno per sbaglio. Su delle grosse teglie c’erano gli impasti già fatti ci siamo unti le mani con un po’ di olio d’oliva e con calma abbiamo iniziato a distenderlo per fare in modo che occupi tutto lo spazio della teglia è stato difficile perché ogni tanto l’impasto si ribellava, poi abbiamo la passata di pomodoro precedentemente condita con olio e sale mozzarella e poi ognuno ha preso gli ingredienti con cui farcire la propria pizza la mia molto schietta e diretta wurstel e prosciutto cotto no ho fatto il tirchio. Poi è arrivato il momento di infornare per la prima volta ho visto la cucina della Riesco è bellissima con strumenti molto tecnologici che aiutano tantissimo ed è arrivato il momento il forno è già preriscaldato a 240 gradi abbiamo sistemato le pizze nel carrello Valerio ha inserito il carrello nel forno e ha chiuso lo sportello e noi le abbiamo guardate mente cuocevano. Finalmente erano pronte e le abbiamo portate di sopra e abbiamo iniziato a mangiare erano buonissime.
Fare una pizza da zero con le proprie mani è stata un’emozione incredibile, e ho dimostrato che io so stare al mondo.
Assolutamente da rifare”.